Il PD in piazza per parlare di lavoro, giovani ed Europa

Un’iniziativa coraggiosa: la politica è un po’ di tempo che scappa dalle piazze, stamattina dimostriamo che vogliamo tornare a parlare tra la gente, misurarci con le difficoltà, le inquietudini e le speranze”. Con queste parole il vicepresidente della Giunta provinciale Olivi ha introdotto il suo intervento nell’ambito dell’iniziativa Pergine: giovani e lavoro. Ripartiamo dall’Europa, che il circolo di Pergine del Partito Democratico ha organizzato nella mattinata del 6 settembre.

Dal palco di piazza Municipio Marina Taffara, segretario del circolo, ha salutato i presenti e Elisa Filippi, membro della direzione nazionale, ha introdotto il tema ricordando la realtà con la quale ci dobbiamo confrontare: una disoccupazione giovanile che in Europa è mediamente al 24%, con paesi attestati su percentuali ben più alte; e anche se il Trentino vive ancora una situazione discreta (9%), è al contesto europeo che bisogna guardare per preparare il futuro.

Alessandro Olivi ha dato una prima risposta parlando delle iniziative provinciali: attraverso l’utilizzo del programma “Garanzia giovani” sono stati stanziati 8.400.000 euro per sostenere il tirocinio in azienda, l’apprendistato, il servizio civile; il programma è biennale, ma l’obiettivo è di renderlo stabile.

Ha preso poi la parola Flavio Zanonato, già ministro dello sviluppo e ora parlamentare europeo. La crisi economica ha profonde radici politiche, connesse con scelte che hanno favorito la rendita rispetto al lavoro e all’impresa. Serve una politica industriale europea – l’Italia è uno spazio troppo piccolo – che tenga conto del fatto che enormi paesi sono entrati negli ultimi anni nella competizione economica: e non ci sono soluzioni semplicemente tecniche, devono essere fatte delle scelte politiche, rimettendo al centro il lavoro e la produzione di ricchezza. Di fronte alle istituzioni europee, l’opinione pubblica è guardinga o scettica: ma ci sono esempi di politiche capaci di dare grandi risultati (pensiamo agli scambi universitari Erasmus, ma anche ai programmi che danno ai giovani la possibilità di creare un’azienda) e di formare una nuova generazione che ha una visione culturale che supera le barriere nazionali. L’Italia non può uscire dalla crisi senza una politica europea; e oggi il PD è il gruppo più consistente all’interno del PSE, e dunque può favorire una svolta politica a livello.

Olivi ha poi ricordato – citando le parole di Romano Prodi – che senza il processo di integrazione europea l’Italia non avrebbe avuto né sviluppo, né democrazia; e che la deindustrializzazione è iniziata prima della crisi, quando si è pensato che le politiche industriali potessero essere abbandonate e che un’economia dei servizi potesse da sola produrre valore reale e occupazione. Così non è: ora servono regole comuni sul costo del lavoro, politiche fiscali comuni, più collaborazione tra università e mondo delle imprese. Ci sono filiere da sostenere: la meccatronica, il turismo, l’agroalimentare, l’energia. Per quanto riguarda le start-up, dobbiamo accettare il rischio della loro “mortalità” senza dispendere risorse; la Provincia ha pensato a un sistema di cofinanziamento, per cui – dopo un primo incentivo a fondo perduto – verranno concessi finanziamenti pari al capitale privato. Ultimamente è stata costruita (grazie alla delega sugli ammortizzatori sociali) una misura di sostegno per chi viene licenziato o vede scadere il termine del contratto a tempo determinato: si sostiene il reddito mentre si fa formazione, in cambio dell’attivazione per la ricerca di un’altra attività lavorativa e dunque come transizione tra un lavoro e l’altro.

Zanonato è poi intervenuto sottolineando che la via d’uscita dalla crisi non dipende dalla genialità o dalla bravura intellettuale di qualche soggetto; la soluzione è politica, non tecnica. A lungo abbiamo immaginato che si potesse terziarizzare l’economia, che i beni potessero essere prodotti dalle parti più arretrate del mondo; oggi non reggiamo la competizione con luoghi in cui il costo del lavoro è diverso; ma non dobbiamo consentire forme di dumping, dobbiamo fare in modo che il progresso di altri paesi corrisponda a una redistribuzione di beni anche altrove, cosa che finora è avvenuta solo parzialmente. Esiste poi un problema di rapporto con gli altri paesi europei: energia e burocrazia da noi costano di più, serve un’armonizzazione della fiscalità e delle regole sul lavoro. Ed è importante ricordare che l’immigrazione viene essenzialmente a compensare il calo demografico. In generale, dobbiamo riconquistare e diffondere un atteggiamento razionale su questi temi.

Una cinquantina di persone ha assistito con continuità; i tanti che hanno attraversato la piazza nel corso della mattinata hanno potuto apprezzare non solo la musica degli Alibi (che hanno aperto e chiuso l’incontro), ma anche l’impegno del PD nel portare un contributo di informazione e di proposta su temi tanto concreti, che toccano la vita quotidiana delle persone.

L’appuntamento del 6 settembre è stato il primo di una serie che il PD di Pergine vuole organizzare per promuovere la conoscenza dei temi della politica nazionale e locale. Il prossimo appuntamento sarà il 29 settembre: parleremo di riforme istituzionali con il senatore Giorgio Tonini.

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