Le bugie di OSS EMER

Cosa significa essere incompatibile?

Significa essere in conflitto di interessi: ciò che un amministratore decide può infatti avvantaggiare se stesso, la sua persona in quanto privato cittadino. Il consigliere comunale o il componente della Giunta ha dunque l’obbligo di non partecipare alla discussione e alla votazione di delibere quando vi è una correlazione immediata e diretta tra la propria situazione patrimoniale e il contenuto della delibera. Non posso discutere e votare, come amministratore del bene pubblico, qualcosa che mi avvantaggia direttamente. È un fondamento dello stato di diritto!

 

BUGIA 1: Il 27 febbraio 2014 Oss Emer ha dichiarato che in relazione alla delibera sulle soffitte avrebbe dovuto assentarsi dalla seduta di Consiglio Comunale perché incompatibile solo per motivi familiari e non per motivi professionali. Invece il Sindaco era incompatibile anche per motivi legati alla sua professione, in quanto socio della Società Immobiliare ICT S.r.l. proprietaria di immobili invenduti con annesse soffitte non abitabili che, con l’approvazione della delibera, divengono abitabili. È evidente che ne ha avuto un vantaggio economico.

 

BUGIA 2: In occasione della seconda variante urbanistica, il 16 settembre 2014, Oss Emer discute e vota una delibera in Consiglio Comunale che lo riguarda da vicino, tant’è che è incompatibile, assieme alla vicesindaco Daniela Casagrande. ”Buffonate!” ha detto ed ha scritto sui giornali riferendosi alle osservazioni delle opposizioni. “Io non sono incompatibile e non traggo vantaggio dalla variante urbanistica.” Peccato che il 24 marzo 2015 il Consiglio Comunale è stato chiamato d’urgenza ad approvare una delibera che deve sanare le vere BUFFONATE, che sono quelle della giunta Oss Emer, alcuni componenti della quale devono assentarsi perché in conflitto di interessi e dunque incompatibili. Un’esplicita ammissione di colpa! Con la Variante 2/2015 è stato così affermato quanto era stato prima ripetutamente negato e cioè che il Sindaco e la vice Sindaco traggono vantaggio diretto dalle decisioni che prendono in quanto amministratori.

Un sindaco che amministrando il bene pubblico fa i propri interessi personali, un sindaco che dice più volte pubblicamente il falso, dovrebbe dimettersi; e i cittadini hanno il diritto e il dovere di non rieleggerlo.

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